Negli ultimi anni sono stati autorizzati in Italia diversi farmaci per la perdita di peso: LIRAGLUTIDE, TIRZEPATIDE, SEMAGLUTIDE.
Queste molecole sono nate per la gestione del diabete di tipo 2, ma si sono rivelate un potente strumento per perdere peso.
PRESCRIVIBILITÀ
Sono prescrivibili per i pazienti con OBESITA’ (BMI ≥ 30) e per pazienti in sovrappeso (BMI≥27) con comorbidità, cioè compresenza di altre patologie (ipercolesterolemia, ipertensione, sindrome metabolica, insulino resistenza, apnee notturne…). Vanno quindi usati con supervisione medica e con prescrizione, vengono passati dal Sistema sanitario Nazionale solo in caso di diabete (quindi il paziente non li paga), negli altri casi sono a pagamento con una spesa mensile che varia tra i 180 e 340 euro o più per i dosaggi più alti.
CHE FARMACI SONO?
Questi farmaci sono analoghi del Glp-1, molecola scoperta nel 1986 dal ricercatore Jens Juuls Holst. Il glucagon like peptide-1 umano (GLP-1), è un ormone chiamato anche incretina prodotto quando si mangia sia a livello intestinale che del sistema nervoso centrale. Il GLP-1 si lega al suo recettore agendo in vari modi:
– sulla regolazione della glicemia, aumentando la produzione di insulina e diminuendo quella di glucagone
– sulla regolazione fame sazietà, agendo a livello del sistema nervoso centrale
– sullo svuotamento gastrico, rallentandone la velocità.
TUTTI QUESTI MECCANISMI INFLUENZANO LA PERDITA DI PESO.
SOMMINISTRAZIONE E POSOLOGIA
Il farmaco si somministra con un’iniezione sottocutanea, a cadenza giornaliera o settimanale a seconda del tipo di molecola usata. Gli effetti collaterali più comuni sono a livello gastrointestinale: nausea, diarrea, stitichezza, difficoltà digestive (soprattutto nei giorni successivi all’iniezione). Altri effetti collaterali possono essere: un aumento della frequenza cardiaca (sparisce alla sospensione del trattamento), emicrania/cefalea, infiammazioni del pancreas e calcolosi biliare. Sono controindicati in caso di storia familiare di carcinoma midollare della tiroide e in chi ha gravi problemi gastrointestinali.
IL DOSAGGIO VIENE VALUTATO DALLO SPECIALISTA ED EVENTUALMENTE MODIFICATO NEL TEMPO E PER IL MANTENIMENTO
Queste sono le indicazioni dell’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’
“Il ricorso al trattamento farmacologico di sovrappeso e obesità dovrebbe avvenire solo dopo che è stata dimostrata la scarsa efficacia della dieta, dell’esercizio fisico e, dove indicato, della terapia cognitivo-comportamentale, nell’indurre una perdita di peso o nel mantenere il peso perso.
L’obesità è un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie croniche (per esempio, diabete mellito di tipo 2) ma è modificabile grazie a strategie quali dieta e attività fisica. Tuttavia, se non trattata adeguatamente può divenire una condizione patologica cronica di difficile risoluzione dal punto di vista clinico. Ove necessario quindi si ricorre ad una terapia farmacologica appropriata basata sull’uso di farmaci con indicazioni terapeutiche approvate per il trattamento dell’obesità.”
“Il farmaco va sospeso se non si raggiunge un aperdita di peso pari al 5% del peso iniziale nel giro di 16 settimane”
La prescrizione deve essere fatta in assenza di controindicazioni e il percorso deve comprendere modifiche dello stile di vita (praticare regolare attività fisica e alimentazione varia ed equilibrata).
Sono stati pubblicati diversi studi, nei quali si evidenzia che i farmaci portano ad una perdita che può arrivare fino al 26% del peso iniziale in un anno e mezzo di trattamento. Inoltre riducono notevolmente il rischio di venti cardio-vascolari e migliorano i parametri epatici, quindi hanno un grande impatto sulla salute metabolica. Aiutando nella perdita di peso, portano a riduzione del rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro direttamente correlato con l’obesità (colon, colon-retto…)
Vediamo ora il rovescio della medaglia.
Questi farmaci non sono efficaci in ugual misura su tutti i pazienti e spesso il trattamento è abbandonato per l’impatto degli effetti collaterali, ma anche per l’aspetto economico.
Va valutato per il singolo paziente il rapporto rischi-benefici tenendo presenti gli effetti collaterali e l’impatto positivo della perdita di peso a lungo termine.
MANTENIMENTO E SOSPENSIONE
Non bisogna poi dimenticare che alla sospensione dell’utilizzo, l’effetto del farmaco svanisce. I pazienti devono entrare nell’ottica di idee di accompagnare il percorso terapeutico anche con educazione alimentare, composizione dei pasti corretta, attività fisica regolare, gestione della fame “emotiva”, altrimenti alla sospensione del farmaco rischieranno di trovarsi come all’inizio.
Una perdita di peso molto importante e molto veloce, porta infatti alla perdita , non solo di tessuto adiposo, ma anche di massa muscolare, che è quella metabolicamente attiva e quindi se riprenderanno le abitudini iniziali, il rischio sarà quello di recuperare più peso rispetto a quello iniziale (stessa cosa che capita a chi fa tanti percorsi per la perdita di peso con “effetto yo-yo”). Se i pazienti non impostano dei pasti equilibrati nella giornata e nella settimana, rischiano di avere comunque un’alimentazione squilibrata, semplicemente ridotta nelle quantità perché c’è meno fame. E alla sospensione del farmaco ritorneranno alle abitudini precedenti.
I farmaci sono una potentissima arma che si aggiunge a quelle ad oggi disponibili per la tutela della salute, ma vanno usati in modo corretto, non con una semplice prescrizione, piuttosto accompagnando il paziente lungo un percorso che lo porti al cambiamento. L’obesità è ad oggi considerata una patologia cronica multifattoriale, avere dei farmaci specifici è una grandissma novità. Queste molecole riescono a cancellare il “food noise”, cioè il pensiero di sotto fondo legato al cibo che accompagna chi ha difficoltà nella gestione del peso, e bisogna sfruttarli per questo: il paziente si può e si deve concentrare nell’educazione alimentare e nella regolare attività fisica, che verranno più semplici proprio grazie all’effetto farmacologico. Le nuove abitudini instaurate dovranno essere poi portate avanti alla sospensione della terapia.
Al momento si stanno anche valutando dei protocolli di mantenimento, quindi l’utilizzo del farmaco per la durata di qualche mese ogni anno, ma sono ancora in fase di valutazione.
Queste molecole stanno rivoluzionando tutto ciò che riguarda il tema peso-salute, non bisogna né demonizzarle né abusarne, ma vanno usate nel modo corretto, per chi realmente ne ha bisogno facendo una corretta informazione.