Quando iniziare

I 6 mesi del bambino sono il momento in cui iniziare lo svezzamento, in accordo col pediatra. Questo è valido per bimbi senza problematiche particolari, nati a termine e con un corretto accrescimento, sia in caso dei più comuni problemi gastrointestinali: reflusso gastroesofageo e coliche. Non ci sono indicazioni, in assenza di complessità, per iniziare prima o dopo lo svezzamento.

Sistema digestivo: avvengono modificazioni delle attività

enzimatiche e maturazione della mucosa intestinale

Funzionalità renale: incapacità di filtrare un elevato carico di

soluti prima del 4 mese

Sviluppo neuromotorio: perfezionamento del controllo dei

movimenti di testa e collo (che favorisco lo sviluppo della

deglutizione di cibi solidi e non solo la suzione)

Obiettivo nutrizionale: il latte come alimento esclusivo dopo i

6 mesi di vita non è in grado di soddisfare i fabbisogni

nutrizionali per un corretto sviluppo (ferro, zinco, ac. grassi

essenziali, proteine)

Obiettivo comportamentale: permette una graduale

acquisizione di autonomia dalla figura materna

Come iniziare

Il mio consiglio è quello di avere un approccio personale, ritagliato sul proprio bambino e sulla propria famiglia. Si può iniziare in modo tradizionale con le pappe, oppure più attuale con l’autosvezzamento, o ancora con un mix tra i due. L’approccio, per me, più equilibrato è quello dell’OMS, cioè l’alimentazione complementare:  affiancamento al latte materno o in formula di nuovi alimenti con consistenze e sapori diversi, per andare a soddisfare i fabbisogni dei bimbi, che crescendo non sono più coperti dal solo latte materno.

Offrire il cibo al bambino senza forzarlo a mangiare e permettendogli di toccare il cibo.

  • Assicurarsi che il bambino stia seduto con la schiena dritta, per evitare episodi di soffocamento
  • Oltre al latte, offrire l’acqua come fonte di idratazione
  • Non utilizzare il latte vaccino prima dei 12 mesi
  • Proporre fin da subito un’ampia varietà di sapori, colori e consistenze in modo da abituare il bambino a una dieta quanto più diversificata
  • Non aggiungere sale e zucchero alle preparazionE

I punti fondamentali

  • Non esiste più quello che veniva chiamato cronoinserimento, cioè una tempistica precisa per i singoli alimenti. Restano invece degli alimenti che non vanno proprio dati fino ad una certa età. Il mio consiglio resta quello di inserire le cose nuove a pranzo o nel corso della giornata, non nel pasto serale, perché di notte mentre il bimbo dorme non ci si accorgerebbe di possibili reazioni allergiche, che possono avvenire da pochi minuti fino a 2 ore dopo l’assunzione del cibo. Vanno inseriti alimenti nuovi ogni 3 giorni circa, in modo da poter capire cosa eventualmente dia fastidio e bisogna aspettare più assaggi, perché la reazione indesiderata può avvenire anche dopo 2 o 3 volte e non al primo inserimento.
  • Non usare alimenti contenenti zucchero, eccezion fatta per la frutta che contiene naturalmente zuccheri, quindi bisogna fare attenzione anche agli ingredienti dei prodotti per l’infanzia che si acquistano
  • Non aggiungere sale, in ciò che viene cucinato, anche in questo caso un occhio alle etichette non guasta
  • Conoscere i tagli sicuri, per ridurre il rischio di soffocamento.
  • Cosa evitare:
    • zucchero e sale
    • miele per il rischio di botulismo
    • latte vaccino fino ai 12 mesi
    • formaggi da latte crudo
    • niente bevande zuccherate o succhi di frutta (almeno fino all’anno)
    • niente pesce di grossa taglia

Ci saranno bambini che continueranno a preferire il latte e introdurranno piccole quantità di cibi solidi o altri che preferiranno immediatamente gli alimenti nuovi riducendo la quantità di latte. In linea di massima la sostituzione competa dei pasti a base di latte con cibo solito avviene entro i 18-24 mesi.

È bene, mantenere degli orari dei pasti abbastanza regolari, anche se un pochino di elasticità non guasta mai, adeguandoli sulle esigenze famigliari.

Parliamo del vecchio cronoinserimento, cioè, introdurre gli alimenti allergizzanti secondo delle tempistiche particolari. Oggi, al contrario, si è visto che introdurli precocemente aiuta il sistema immunitario a “tollerarli” meglio, quindi: uovo, frutta a guscio e arachidi, crostacei, fragole, glutine, soia…possono essere introdotti senza accorgimenti particolari, tranne per bimbi con alto rischi di sviluppare allergia, in questo caso bisogna sentire il parere del pediatra e/o di un allergologo.

È importante inserire il glutine durante questo periodo prima dell’anno di vita, perché sembra ridurre il rischio di sviluppare celiachia, nella prima settimana di introduzione le quantità non devono essere eccessive.

Il mio consiglio è quello di avere un approccio individualizzato in base a

  • tappe dello sviluppo psicomotorio acquisite (valutazione del pediatra)
  • valutazione delle curve di crescita
  • contesto famigliare ed esigenze materne
  • interesse del bambino per il cibo.

Sulla base di queste premesse, sarà difficile, ma alcuni bambini potrebbero farlo, passare dal latte di consistenza liquida ad un’alimentazione di consistenza completamente solida. In questo vengono in aiuto le pappe, appena il vostro bimbo sarà pronto potrete inserire la pastina minuta e poi formati progressivamente più grandi, come le stelline. Nel frattempo potrà fare assaggi di consistenze e cibi diversi lasciatigli a disposizione, sulla base di cosa viene mangiato in famiglia.

Questa progressione permetterà al bimbo di sviluppare le capacità neuromuscolari che lo portano alla masticazione e deglutizione finale, di solito ai 12 mesi.

Durante questo percorso il baby food può venire in aiuto in termini di praticità, velocità e sicurezza.

Ci saranno famiglie che si sentono più sicure a iniziare con liofilizzati, poi omogeneizzati, finendo con carne pesce, uova…finemente frullati e poi sminuzzati. Altre famiglie che inizieranno già con carne e pesce frullati.

Ricordate solo che la legislazione per il babyfood è diversa da quella degli alimenti comuni; quindi, controllate sempre la sicurezza e gli ingredienti di quello che usate per i bambini.