Reflusso gastroesofageo: cos’è e come gestirlo

Cos’é il reflusso

Nelle persone che soffrono di reflusso il cibo e i succhi gastrici dallo stomaco ritornano nell’esofago. Il reflusso è quindi una risalita di materiale acido dallo stomaco per malfunzionamento di una  valvola (cardias) presente tra esofago e stomaco. È  proprio la presenza di acido nell’esofago che irrita la mucosa.

Quali sono i sintomi del reflusso

I sintomi da reflusso sono:

  • bruciore retrosternale
  • rigurgito acido
  • disfagia
  • bruciore in gola
  • tosse

Spesso si presenta insieme a ernia jatale.

Cause del reflusso

Le cause sono varie. Può essere sia  una condizione fisiologica (normale) che patologica (quindi una malattia) e le sue conseguenze variano a seconda della frequenza con cui avviene.

Fattori meccanici e posturali possono esacerbare i sintomi (es.: stare piegate in avanti, obesità) così come alcuni cibi (grassi, limone, alcol…) e il fumo.

Comportamenti e scelte alimentari

Per combattere il reflusso gastroesofageo diversi accorgimenti nello stile di vita possono aiutare ad alleviare i sintomi:

Sovrappeso o obesità  facilitano l’insorgenza della patologia, quindi la riduzione del peso è la prima misura da prendere in questi casi perché può ridurre drasticamente i sintomi. Per favorire il raggiungimento e il mantenimento di un peso normale sono  indispensabili una corretta alimentazione e un esercizio fisico regolare.

Raccomandazioni

  • Controllare il peso corporeo
  • Mantenere una postura eretta durante e dopo il pasto
  • Consumare pasti con volume ridotto e frazionarli nella giornata (3 pasti principali e due spuntini). Evitare spuntini prima di coricarsi
  • Mangiare lentamente masticando i cibi in modo adeguato
  • Non coricarsi subito dopo il pasto poiché si favorirebbe il reflusso (lasciare passare almeno 3 ore)
  • Dormire con il capo leggermente sollevato
  • Non indossare cinture o indumenti stretti in vita
  • Lasciare passare almeno 1 o 2 ore prima di fare esercizio fisico

Scelte alimentari

Le scelte alimentari devono essere indirizzate verso cibi semplici per favorire i processi digestivi. Vanno evitati cibi che possono aumentare la possibilità di reflusso, causando una diminuzione della pressione dello sfintere, aumentare la secrezione gastrica o irritare la mucosa esofagea.

Quindi:

  • Ridurre il consumo dei grassi. I grassi possono peggiorare il funzionamento dello sfintere esofageo inferiore e rallentare lo svuotamento del cibo dallo stomaco e quindi facilitare il reflusso.
  • Evitare o ridurre il consumo del caffè. L’effetto caffeina è controverso, piuttosto il caffè, soprattutto se assunto a stomaco vuoto, può essere fattore irritante
  • Evitare il cioccolato per il contenuto in metilxantine che hanno effetto favorente il reflusso. Ricordiamo che esse sono presenti anche nel te.
  • Possono non essere tollerati pomodoro, agrumi, cipolla e verdure aromatiche
  • Evitare menta, bevande gassate, vino e bevande alcoliche
  • Evitare fritti, intingoli, formaggi grassi e piccanti, insaccati,carni e pesci grassi, spezie, dadi per brodo, frutta secca, gomme da masticare
  • Evitare alimenti troppo caldi o troppo freddi e ad elevato contenuto in sale o in zucchero

 

Nella maggior parte dei pazienti in fase acuta bisogna ricorrere anche all’uso di farmaci, oltre agli accorgimenti dietetici, ma una volta eliminata l’infiammazione, mantenere uno stile di vita corretto fa si che la problematica si presenti meno spesso e meno forte, se non scompaia del tutto.